L’intolleranza al lattosio è una condizione che negli ultimi anni si sta diffondendo esponenzialmente in Italia e nel mondo: circa il 90% della popolazione asiatica ne è affetto, è presente in Africa per il 75% e in Italia la frequenza di questa intolleranza arriva all’11%.

Ma perché l’intolleranza al lattosio è così diffusa? Quali sono le cause?

Innanzitutto bisogna fare distinzione tra il termine “intolleranza” e “allergia”, spesso confusi.

  • Per allergia si intende una reazione del sistema immunitario, che si scatena in risposta ad un alimento/sostanza che il nostro corpo non riconosce ed avverte come corpo estraneo (antigene), indipendentemente dalla dose assunta;
  • l’intolleranza invece coinvolge il metabolismo e non il sistema immunitario, è una reazione tossica, cioè dipendente dalla dose assunta di quell’alimento/sostanza, ed è spesso legata a un deficit o una mancanza dell’enzima che digerisce quell’alimento intollerante.

L’intolleranza al lattosio è causata proprio dal malfunzionamento di un enzima: la Lattasi. Questo enzima è prodotto a livello dell’intestino tenue ed è un enzima che digerisce il lattosio, lo zucchero del latte, scindendolo nelle sue due componenti galattosio e glucosio. La sua attività risulta massima alla nascita, per poi diminuire durante la crescita dell’individuo e arrivare a un’attività minima del 10% in età adulta.
Per i mammiferi il consumo di latte è concentrato esclusivamente nelle prime fasi della vita, l’uomo invece è l’unico a farne uso anche dopo lo svezzamento, ed è forse anche per questo che è l’unico mammifero a contrarre l’intolleranza al lattosio.

Il fatto che la lattasi regredisca con il tempo, dovrebbe farci pensare che l’uomo non sia portato ad un consumo continuo e abbondante di latte. Dall’altro lato però non bisognerebbe nemmeno abbandonare completamente l’assunzione di latte perché le lattasi, se non vengono stimolate si inattivano e sono difficili da riattivare, e inoltre l’organismo umano ha bisogno di un continuo e costante apporto di calcio, che trova la sua più alta concentrazione proprio nel latte.
Come già accennato, c’è una sostanziale differenza tra allergia e intolleranza, ma spesso esse vengono confuse, perché i sintomi sono gli stessi: coliche, gonfiore di stomaco, nausea, vomito, prurito e arrossamento della cute.

Molte volte infatti si scambia per intolleranza al lattosio quella che è la APLV: allergia alle proteine del latte vaccino (sieroalbumina, gamma-globulina, alfa-lattoglobulina, beta-lattoglobulina o caseina). E’ un’allergia che si manifesta già nei primi giorni di vita, ed interessa il 1,8-7,5% dei lattanti: essa può manifestarsi per ereditarietà, nel caso in cui sia stato assunto latte vaccino nei primi giorni di vita e/o sia stata contratta una gastroenterite nei primi tre mesi di vita.
Tuttavia è possibile distinguere l’APLV dall’intolleranza al lattosio con test specifici per le allergie (test cutanei, RAST e DBPCH).

RIMEDI PER UN INDIVIDUO AFFETTO DA INTOLLERANZA AL LATTOSIO

Per chi è parzialmente intollerante al lattosio:

  • YOGURT: nello yogurt la presenza di lattosio è molto ridotta, perché durante la fermentazione del latte parte del lattosio è trasformato in acido lattico; in più molti yogurt hanno i cosiddetti “fermenti probiotici” che svolgono diverse azioni positive sull’intestino, tra cui rafforzare il sistema immunitario e alleviare i sintomi di malassorbimento intestinale.
  • LATTE DELATTOSATO: messo a punto dalla Centrale del Latte di Milano, è un latte che ha un basso contenuto di lattosio, dal momento che esso viene idrolizzato.
  • FORMAGGI STAGIONATI: più i formaggi sono stagionati e meno contengono lattosio perché, durante la coagulazione del latte, il lattosio e le parti solubili del latte rimangono quasi tutte nel siero del latte, e non vanno a costituire la cagliata che poi diventerà formaggio.

Per chi è totalmente intollerante al lattosio:

L’unica alternativa è il consumo di altri latti come il latte di Capra (che ha una struttura più facilmente digeribile dalle proteasi dello stomaco ed è spesso indicato anche nell’alimentazione dei bambini) o le alternative vegetali come le bevande di Soia, Kamut, Avena, Riso.

Se si è costretti ad eliminare il latte e i suoi derivati a causa di un’intolleranza totale al lattosio, per avere un apporto costante di Calcio è consigliato un consumo di legumi (ceci, fagioli, lenticchie, fave, soia, piselli freschi…) e verdure (rucola, bieta, cicoria, spinaci, asparagi, broccoli, cavolfiori).

legumi e verdure per intolleranza al lattosio

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